LA SCUOLA RIFIUTA LA GUERRA
Di fronte ai gravi avvenimenti di oggi, il Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, invita a riflettere assieme alle scuole, alle studentisse e agli studenti, a tutto il personale sull'articolo 11 della Costituzione italiana.
“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; acconsenti, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle emissioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e aiuti le organizzazioni internazionali a tale scopo”
“La scuola italiana è fondata sulla nostra Costituzione e alla base della nostra Costituzione c'è la pace, che è un valore irrinunciabile” , dichiara il Ministro.
“Le nostre scuole da sempre mettono al centro del percorso educativo questi temi e, responsabilmente, educano le nostre ragazze ei nostri ragazzi a una cittadinanza consapevole e al rifiuto della guerra. Sia la Pace il tema della nostra riflessione comune e del nostro 'essere scuola' insieme”.
Gianni Rodari, Dopo la pioggia
Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
Gianni Rodari, Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra.